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I vigneti pugliesi confiscati alla mafia oggi tornano a risplendere

Nella suggestiva cornice del cuore viticolo della Puglia si sta scrivendo una storia di rinascita, passione e impegno sociale che va ben oltre il semplice produrre vino. Grazie all’iniziativa coraggiosa della Cooperativa Terre di Puglia – Libera Terra, oggi i vigneti pugliesi che erano stati un tempo confiscati alla mafia sono tornati a risplendere sotto il sole del Sud Italia, portando con sé un messaggio di speranza e rigenerazione per l’intera comunità. Una storia che ci ha conquistato e che vogliamo raccontarvi.

Libera Terra: un progetto di legalità e impegno sociale

Terre di Puglia – Libera Terra è molto più di una cooperativa. È una testimonianza tangibile di come il coraggio e la determinazione possano trasformare un territorio segnato dall’ombra della criminalità organizzata, in un luogo di rigenerazione e crescita. Fondata nel 2008 da giovani pugliesi con il sostegno dell’associazione Libera, l’iniziativa ha preso forma con l’obiettivo di riutilizzare le terre confiscate alla Sacra Corona Unita. I vigneti recuperati, estesi su ventisette ettari nell’Alto Salento, sono stati riportati alla vita dopo anni di abbandono e ora sono coltivati seguendo rigorosi principi biologici.

L’Alto Salento e i suoi vigneti rigenerati

L’Alto Salento è una regione particolarmente vocata per la produzione di vini di alta qualità. In particolare il Negroamaro è il vitigno salentino per eccellenza, tanto che alcuni comuni hanno dato vita al “Parco del Negroamaro”. In questo luogo le uve beneficiano di condizioni climatiche e terreni unici, caratterizzati da terre rosse argillose e dall’influenza del mare, che conferiscono ai vini una personalità forte e distintiva. Il recupero dei vigneti che erano stati confiscati ha dato vita a etichette di Negroamaro e Primitivo di elevata qualità e tipicità, con una forte valenza sociale.

Le etichette “libere” in Enoteca Verso

Sposando appieno la filosofia di questo progetto, abbiamo scelto di arricchire la nostra cantina con due vini rossi di Hiso Telaray:

  • Renata Fonte Negramaro Salento IGT
  • Anto’ Primitivo Salento IGT.

vini da vigneti pugliesi confiscati alla mafia

Entrambi sono vini biologici corposi, con macerazione per 10 giorni, pressatura soffice e fermentazione in acciaio, affinamento in bottiglia. La cura per i dettagli e il rispetto per le tradizioni sono evidenti in ogni fase del processo di produzione. Dagli impianti dei vecchi filari al metodo di coltivazione biologico, tutto è mirato a preservare l’autenticità del territorio e dei suoi prodotti. La prima etichetta è dedicata a Renata Fonte, assessore repubblicano del comune di Nardò, vittima di un assassinio il 31 marzo 1984 per aver difeso con coraggio la sua terra e la legalità. Mentre Antò deriva da Antonio Montinaro, giovane poliziotto pugliese, caposcorta del giudice Giovanni Falcone, che a soli ventinove anni fu ucciso nella strage di Capaci.

vini da terre confiscate alla mafia_PugliaI vini di Hiso Telaray non sono solo prodotti di eccellenza, ma simboli di una comunità che ha scelto di guardare avanti con determinazione e fiducia. Grazie a iniziative come questa, il territorio pugliese riscopre la sua bellezza e la sua autenticità, tornando a essere ciò che è sempre stato: un luogo di incontro tra natura, tradizione e legalità.

Ogni etichetta che troverete nella carta dei vini di Enoteca Verso deriva da una scelta attenta alla qualità, ma anche alla storia e ai valori racchiusi in ogni bottiglia. Renata Fonte e Anto’ ne sono un valido esempio, hanno il sapore della libertà. Questa e tante altre storie vi aspettano in enoteca, fatevi guidare dai nostri giovani e appassionati sommelier.

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